Stellara

Boote

Boötes

ArcturusIzar

Boote è il bovaro, o il guardiano delle orse, una costellazione a forma di aquilone che domina le sere di primavera. La sua stella principale, Arturo, è la più brillante dell'emisfero celeste boreale.

Come trovarla

Parti dal Grande Carro, alto in cielo nelle sere di primavera. Segui la curva del timone allontanandoti dal cassone e prolunga l'arco: arrivi a una stella brillante e arancione, Arturo. Gli astrofili lo ricordano così: segui l'arco fino ad Arturo. Proseguendo con la stessa curva arrivi poi a Spica, nella Vergine. Da Arturo, verso nord, si allunga il resto di Boote: una figura a forma di aquilone, o di cono di gelato, con Arturo alla base.

Quando si vede

Boote è la costellazione delle sere da aprile a luglio. Verso le 22 a marzo Arturo sorge a est; ad aprile e maggio è a sud-est, a giugno culmina alto a sud, e a luglio e agosto si sposta verso ovest. In autunno tramonta presto dopo il buio, e in inverno la trovi a est solo nelle ore prima dell'alba.

Le stelle

Arturo è una gigante arancione a circa 37 anni luce, la quarta stella più brillante del cielo notturno. Si muove nel cielo più velocemente della maggior parte delle stelle brillanti, perché attraversa il disco della nostra galassia con un'orbita diversa da quella del Sole. Nel 1933 la luce di Arturo, raccolta da un telescopio e trasformata in segnale elettrico, servì ad accendere le luci dell'Esposizione universale di Chicago. Izar, chiamata anche Pulcherrima, è una stella doppia arancione e azzurra, ma le due componenti sono strette e richiedono un telescopio.

Con un binocolo

Per il binocolo Boote offre poco: il piacere sta soprattutto nel colore arancione di Arturo, evidente anche a occhio nudo. Izar si separa solo al telescopio con un buon ingrandimento. Il celebre ammasso globulare M13, che spesso si cerca nella stessa zona di cielo, non appartiene a Boote ma alla vicina costellazione di Ercole, a est. Nei primi giorni di gennaio, dalla parte nord di Boote sembra provenire lo sciame delle Quadrantidi, che prende il nome da una vecchia costellazione oggi abolita.

Il mito

Il nome Arturo viene dal greco e significa guardiano dell'orsa, perché la stella sembra seguire l'Orsa Maggiore nel suo giro attorno al polo. In alcune versioni Boote è Arcade, il figlio della ninfa Callisto. In altre è Icario, il contadino ateniese a cui Dioniso insegnò a fare il vino: Icario lo offrì ad alcuni pastori, che si ubriacarono e, credendosi avvelenati, lo uccisero. Dioniso lo portò in cielo insieme alla figlia Erigone e al suo cane.

Disegno dalle posizioni reali delle stelle: le linee sono la figura tradizionale, i punti più piccoli sono le stelle più deboli che stanno dentro i confini ufficiali della costellazione.

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