Stellara

Orsa Maggiore

Ursa Major

AliothDubhe

L'Orsa Maggiore è una grande costellazione del cielo del nord, e contiene il Grande Carro, il gruppo di sette stelle forse più conosciuto in assoluto. Imparare a trovarlo vuol dire avere una chiave per orientarsi verso la Stella Polare, Arturo e buona parte del cielo.

Come trovarla

Il Grande Carro è formato da sette stelle brillanti: quattro formano il cassone, tre il timone ricurvo. Lo trovi guardando a nord, a un'altezza che dipende dalla stagione. Le due stelle del cassone più lontane dal timone, Merak e Dubhe, sono i Puntatori: prolunga la loro distanza circa cinque volte, partendo da Merak verso Dubhe, e arrivi alla Stella Polare. Se invece segui la curva del timone allontanandoti dal cassone, arrivi ad Arturo, la stella arancione del Boote, e proseguendo con la stessa curva a Spica, nella Vergine. Il resto dell'Orsa, con le zampe e il muso, è formato da stelle più deboli che richiedono un cielo buio.

Quando si vede

Il Grande Carro dall'Italia è circumpolare e non tramonta mai, anche se in autunno sfiora l'orizzonte nord. In primavera, verso le 22 tra aprile e maggio, è altissimo, quasi sopra la testa, con il cassone rovesciato. In estate scende verso nord-ovest, con il timone in alto. In autunno è basso a nord, e le zone con montagne o palazzi possono nasconderlo. In inverno risale a nord-est, con il timone verso il basso.

Le stelle

Le sette stelle del Carro sono Dubhe, Merak, Phecda e Megrez nel cassone, Alioth, Mizar e Alkaid nel timone. Cinque di loro, da Merak a Mizar, si muovono insieme nello spazio e formano un gruppo a circa 80 anni luce da noi; Dubhe e Alkaid invece vanno per conto loro, per questo in decine di migliaia di anni la forma del Carro cambierà. Dubhe è una gigante arancione, le altre sono bianche. Mizar, la stella centrale del timone, ha accanto una compagna più debole, Alcor, visibile a occhio nudo con una vista buona.

Con un binocolo

Mizar e Alcor sono la prima cosa da guardare: con un binocolo si separano senza fatica, e con un piccolo telescopio Mizar stessa si divide in due stelle, una delle prime stelle doppie scoperte al telescopio. Sotto un cielo buio, seguendo la diagonale da Phecda a Dubhe e proseguendo per la stessa lunghezza, trovi due galassie vicine, M81 e M82: nel binocolo appaiono come due piccole macchie lattiginose nello stesso campo, una ovale e una allungata.

Il mito

Nel mito greco l'Orsa Maggiore è Callisto, una ninfa che faceva parte del seguito di Artemide. Zeus si innamorò di lei ed ebbe un figlio, Arcade. Callisto fu trasformata in orsa, per opera di Era gelosa o di Artemide secondo le versioni. Anni dopo Arcade, diventato cacciatore, stava per colpirla senza riconoscerla, e Zeus li portò entrambi in cielo. Era, ancora offesa, chiese alle divinità del mare di non lasciare mai che l'Orsa si bagnasse nelle loro acque: per questo non scende mai sotto l'orizzonte.

Disegno dalle posizioni reali delle stelle: le linee sono la figura tradizionale, i punti più piccoli sono le stelle più deboli che stanno dentro i confini ufficiali della costellazione.

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